Giuseppe Basile, quale dei due? Giungono rettifiche rispetto a quanto scritto all'interno della rubrica "Una strada, tante storie"

Dopo la pubblicazione della nostra rubrica, "Una strada, tante storie", per la quale abbiamo scelto questa settimana di celebrare la memoria di Giuseppe Basile, giungono in redazione due rettifiche. Una da parte di Saverio Cortellino, socio di Obiettivo Trani e studioso di storia locale, l'altra da parte di Federica Paradiso. Pubblichiamo per intero le rettifiche. 

 

Giuseppe Basile, quale dei due?

Nel passato recente e negli ultimi giorni sono comparse su alcuni siti web locali, notizie su un personaggio - Giuseppe Basile - annoverato quale medico chirurgo facente parte dell’Ambulanza Generale al seguito del Generale Giuseppe Garibaldi, che con altri due medici curò la ferita al piede destro di Garibaldi causata da un proiettile di carabina dei Bersaglieri in Aspromonte il 29 agosto 1862.

Di recente, su un sito web, è stato scritto di questo medico – chirurgo, che curò Garibaldi, come nato a Spinazzola il 14 febbraio 1838 e Trasferito a Trani dal 1873. Seguono poi notizie sulle vicende della ferita di Garibaldi, sull’attività professionale di Basile nella nostra città e le meritorie iniziative da lui intraprese per la cura dei malati.

In diverse riviste storiche sul Risorgimento il “nostro” Giuseppe Basile è riproposto e riconfermato nel ruolo di medico di Garibaldi anche se la fonte citata è sempre la stessa, ovvero, un articolo riportato sulla gloriosa rivista locale “Il Tranesiere” fondata e diretta da Raffaello Piracci per oltre trent’anni.

Una strana coincidenza vuole che un omonimo Giuseppe Basile nato il 9 giugno 1830 a Siculiana, in provincia di Agrigento, anch’egli medico chirurgo, é ugualmente annoverato come medico che collabora alla cura delle ferite del generale Garibaldi. Costui morì molto giovane di colera nel 1876. Anche questo Basile è citato nelle numerose riviste che si occupano del Risorgimento Italiano.

Di più, sia a Trani sia nella città di Siculiana vi è una strada intitolata a Giuseppe Basile. A questo punto sarebbe lecito porsi dei dubbi circa l’esatta identità del medico che curò Giuseppe Garibaldi. Se sia stato cioè il pugliese o il siciliano.

Qualche considerazione, in attesa di nuove certezze documentali, potrebbe farsi sul periodo in cui si svolsero i fatti di Aspromonte. Garibaldi viene ferito, s’è detto, nell’agosto del 1862 e Basile che lo curò insieme ad altri due medici è definito giovane, già chirurgo. Si ha che a quella data il Basile pugliese aveva 24 anni mentre l’altro ne aveva 32 e considerando almeno due anni di attività medica precedente – non si poteva certo arruolare dei novizi in quelle circostanze – si deduce che uno si sia laureato prima dei 22 anni, l’altro almeno a 30, sen non qualche anno prima.

Una rivista inglese cita Giuseppe Basile quale autore della “Storia della ferita del generale Garibaldi; toccata il 29 agosto 1862 in Aspromonte” stampato a Palermo. Lo stesso Dottor Basile è definito in quella rivista, Primo Chirurgo dell’Ambulanza Generale, nominato Chirurgo Divisionale nel 1860, membro dell’Accademia Fisico - Medico-Statistica di Milano .

Questa osservazione farebbe propendere come probabile medico di Garibaldi il siciliano piuttosto che il pugliese.

Si sa che ognuno tira l’acqua al suo mulino, e considerato che molti documenti dell’epoca furono considerati segreti o che se pubblicati, probabilmente contengono parti censurate o omissis, non è escluso che tutto ciò abbia disorientato chi ha scritto sul personaggio Basile, accreditandolo, alcuni come di origini siciliane ed altri invece di origine pugliese.

La storiografia enumera tra l’altro un folto carteggio fra Garibaldi e Basile, al quale il Generale dall’esilio di Caprera, aggiornava costantemente il chirurgo delle sue condizioni fisiche e sembra che la destinazione delle lettere di Garibaldi fosse Palermo. Si citano ad esempio le missive del 22 o 23 gennaio 1863, 24 novembre 1863, 9 agosto 1864, ma di sicuro ve ne sono altre.

Nell’Epistolario pubblicato nel 1885, è pubblicata una corrispondenza tra i due che così inizia: [Al signor Basile di Palermo: Mio caro Basile, Sto veramente bene, oltre le mie speranze; meno la cicatrice non deforme, e poco imbarazzo, …].

Lo stesso Basile si rese poi protagonista in guerra di numerose altre operazioni chirurgiche o cure mediche su militari e civili.

Una ricerca per il “nostro” Basile potrebbe essere fatta sui registri dei trasferiti dell’anno 1873 che dovrebbe trovarsi nell’archivio del Comune di Trani, nel quale potrebbe essere registrata, oltre che la data di trasferimento di Basile a Trani, anche qualche notizia della sua provenienza ed eventuali note di natura storica o professionale del personaggio, prima di trasferirsi nella nostra città.

Per il lettore curioso si rimanda alla visione della rivista Il Tranesiere n. 11, 1982 alle pagine 12-14 in cui è riportata una testimonianza, su Giuseppe Basile tranese nato a Spinazzola, di Francesco Paradiso.

Questa breve nota non vuole essere motivo di polemica ma spunto di riflessione e auspicio di nuove approfondite ricerche i cui risultati, se avremo la fortuna di produrre, saranno messi a disposizione dei nostri lettori.

Una considerazione finale tuttavia ci preme sottolineare ed è questa: se Giuseppe Basile medico di Garibaldi è stato realmente quello che operò a Trani dal 1873, la città tutta dovrebbe “rammaricarsi” di non aver dato il giusto merito a un uomo meridionale del Risorgimento dal passato anche tranese; se invece il medico chirurgo era quello nato in Sicilia, l’onesta intellettuale vorrebbe che si riparasse al danno culturale e storico creato con la divulgazione di notizie non veritiere.

Saverio Cortellino

Vorrei fare alcune precisazioni riguardo a Giuseppe Basile, da parte della pronipote Giovanna Basile (mia madre). Il mio trisavolo non fece parte della spedizione dei Mille e non è certo che abbia curato la ferita di Garibaldi, sebbene con lui avsse un rapporto di amicizia. Inoltre vorrei aggiungere che fece degli studi relativi al colera presso l'Università di Napoli, studi per i quali ottenne anche delle medaglie.

Federica Paradiso

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