Chissà quanti si saranno fermati a parlare con i più adulti di quella che è stata Trani, di cosa c’era al posto di ciò che c’è adesso. Chissà quanti avranno ascoltato nomi di famiglie importanti per lo sviluppo e la crescita della città. E chissà quanti spinti dalla voglia di conoscere le proprie radici si sono soffermati a parlare con chi ha più esperienza e ha vissuto di più questa città. Bombonotizie ha deciso di dedicare un articolo di tanto in tanto per la scoperta delle aziende che hanno fatto la storia del tessuto socio-economico della città. Chi volesse porre alla nostra attenzione qualche azienda che risponde al nostro intento può farlo attraverso i nostri contatti.
Il primo appuntamento è quello con uno dei prodotti tipici della nostra terra: il vino. Vengo accolto dai fratelli Franco e Mauro De Toma, nel negozio di quest’ultimo che porta il nome della famiglia: Enoteca De Toma. Franco, il più grande, è stato consigliere comunale nella città di Trani durante l’amministrazione Tamborrino e si presenta subito con un piglio forte. Mauro invece è più pacato e, nonostante fosse l’organizzatore dell’incontro, lascia che sia il fratello maggiore a prendere la parola e a condurre questo viaggio partito tra i filari della zona e arrivato fin su a Como prima del ritorno in patria.
Franco con autorità e precisione certosina nel ricordare le date inizia a parlare della sua famiglia: «Era il 1840 quando Pasquale De Toma (bisnonno di Franco e Mauro, nda) assunse l'incarico di amministratore agricolo presso una famiglia nobile di Trani: i Carcano. Pasquale De Toma aveva così una decina di versure di sua proprietà. Nel 1870 nacque Francesco De Toma e nel 1873 muore Pasquale. Nel 1892 Francesco De Toma, cresciuto senza padre e abituato al lavoro sin da piccolo, andò in campagna con la mamma con il carretto e i tini per vendemmiare. All'epoca possedevano due o tre ettari di Nero di Troia. Il giovane Francesco che gestiva il lavoro, consapevole della presenza del vino dell'anno precedente nelle cantine, si chiedeva dove sarebbe stato possibile mettere quello nuovo. In quegli anni gli parlavano del "nord" come una terra promessa e Francesco decise di portare lì il vino nuovo. Comprò 7 fusti da viaggio da 7 ettolitri l'uno, noleggiò un vagone ferroviario e partì. A Bologna conobbe altra gente del sud che era partita per cercare lavoro e decise di andare ancora più su; passando per Milano decise che la sua meta sarebbe stata Como. Francesco non parlava altra lingua se non il dialetto tranese e alla stazione di Como chiese al ferroviere: "A dò am arr'vate?". E il ferroviere disse: "Ches chi doè che vèn?". Fortunatamente in zona c'era un soldato cerignolano che capì il dialetto tranese e facendo amicizia con Francesco, bevve del suo vino e disse al ferroviere: "Questo sì che è vino, non l'acqua che vendete voi". Francesco De Toma riuscì a vendere 7 fusti di vino in 7 giorni realizzando per 3 volte quello che avrebbe potuto fare rimanendo a Trani. Nel giro di 3 anni riuscì a comprare una casa anche a Como, un magazzino e viaggiava su e giù per l'Italia per prendere il vino da Trani e portarlo su a Como. Le comari gli diedero in moglie una delle Musicco vedendo questo un signore alto, asciutto senza compagna. I due ebbero 5 figli che Francesco indirizzò subito al lavoro. Riuscirono a raggiungere i 100 mila quintali di uva lavorata in un anno».
Mauro, intervenendo dal bancone del suo negozio e facendo un salto temporale inizia a parlare dell'attività del nonno: «Mio nonno Francesco aveva aperto i "Trani" nel circondario di Como; la famiglia si era impiantata nel settore vinicolo aprendo negozi al dettaglio di vendita di vino alla spina, uno dei negozi fu aperto nella centralissima via Paolo Sarpi a Milano».
Franco, con più anni alle spalle, riprende il filo del discorso: «L'attività andava molto bene e Francesco mandò il figlio Pasquale (padre di Mauro e Franco, nda) nella città di Trani per assicurare la produttività occorrente alla sempre maggiore richiesta del moscato nei numerosi punti vendita. L'azienda fu creata a Trani in via Verdi (via Corato) dal 1938 con lo stabilimento per la lavorazione dell'uva. Avevamo anche il raccordo ferroviario con un binario morto che utilizzavano loro per mandare il vino su al nord. Eravamo in possesso anche di due velieri, il Quo Vadis e il Bellavista che caricavano di botti di vino e le portavano a Venezia, io ho fatto anche qualche viaggio con uno di questi». Franco e Mauro con l'aiuto di Antonio aiutarono il loro padre (Pasquale) nella conduzione dell'azienda. Mauro poi ha deciso da ormai 53 anni di aprire l'Enoteca per ricordare il lavoro della famiglia e alla soglia degli 80 anni continua a lavorare con dedizione, umiltà e grande gentilezza con i clienti. Mauro ha deciso di portare così avanti il ricordo di quella che è stata la grande opera della famiglia De Toma nel commercio del vino aprendo la sua enoteca che oggi si trova in via Umberto 256. Il primo appuntamento ci ha portato ad assaporare il nettare degli dei, la bevanda che ha dissetato Bacco e tanti umani, apprezzando l'umiltà e la grande passione di chi ha dedicato una vita per far conoscere il vino della nostra terra in buona parte dell'italia.