Trani su «Scherzi a parte»: Elton John canterà davvero

Giovedì 9 Settembre 2010

Cara Trani, non sei su “Scherzi a parte”: Elton John viene davvero. Insomma, sì, no, poi di nuovo sì per un’artista che il sindaco ha sempre gradito, ma del cui concerto lo stesso primo cittadino avrebbe fatto volentieri a meno, come affermato pubblicamente persino apprezzando e condividendo il nostro appello a rinunciare all’evento (vedi numero 14 dell’anno in corso).


Quello che invece ha cambiato le carte in tavola, rispetto allo scenario di un mese e mezzo fa, è che nel frattempo gli impresari del concerto sono addivenuti a più miti consigli, facendo sbollire i costi extra e riportando il contributo del Comune nell’alveo dei 30mila euro iniziali.


Per i quali, lo avevamo scritto anche noi, chiunque avrebbe firmato. Tuttavia, facendoci un giro telefonico con gli altri comuni in cui Elton John canterà, solo Trani gli elargirà un contributo pubblico. Non abbiamo notizie da Catanzaro, ma è certo che Milano, Roma e  Taormina non sganceranno neanche un centesimo, se non il comprensibile potenziamento dei collegamenti e del servizio d’ordine. Dall’Ufficio eventi del Comune di Milano Gabriella Polifroni ci spiega, senza troppi giri di parole, che «mai l’ente ha stanziato contributi per concerti a pagamento. Al massimo, in caso di eventi per beneficenza, ha acquistato biglietti devolvendoli alle associazioni. Se, invece, è il Comune l’organizzatore dell’evento, allora la fruizione è gratuita ed i cittadini non pagano».


Considerando gli altri 30mila euro della Provincia (per la quale Trani ne anticiperà altri 10) ed il possibile stanziamento anche della Regione, al concerto della star inglese andranno quasi 100mila euro di finanziamenti pubblici, pagati con i soldi dei contribuenti.


E questo nonostante il costo medio del biglietto sia il più alto fra le località italiane. «Perché la capienza è minore che altrove – è stata la spiegazione degli organizzatori, che peraltro non nascondono le difficoltà logistiche di un evento come questo a Trani: «Con la ragione questo concerto a Trani non si sarebbe dovuto fare, con il cuore sì – dice Nando Sepe, titolare dell’agenzia organizzatrice della manifestazione -. Ed il cuore alla fine ha prevalso sulla ragione, perché Trani è una città talmente bella che questo concerto non poteva non toccarla».


Ma intanto la ragione ha prevalso sul cuore quando si è scelto di dirottare l’evento da piazza Duomo al Monastero di Colonna, decisione intervenuta prima delle polemiche di taluni religiosi contro l’omosessualità del cantante e quindi contro la sua esibizione all’ombra della cattedrale. Polemiche insensate perché, a questo punto, riavvolgendo il nastro, avrebbero dovuto proibire lo spettacolo del “blasfemo” Beppe Grillo proprio in quella stessa piazza. Quella sera non bastava il pallottoliere per contare le parolacce del comico genovese, quindi il problema, se mai vi è stato, era stato già più che sdoganato.


Però si è scelto di trasferire il carrozzone sul piazzale del Monastero perché più capiente. E adesso si punta a vendere i 4423 biglietti previsti, al momento disponibili sul solo circuito “online” Bookingshow, ma non ancora (al momento di chiudere il giornale) sul più famoso “Ticketone” e sul portale della “D’Alessandro & Galli”, casa madre dell’evento. Il primo sta vendendo soltanto le tappe di Milano (17 settembre) e Taormina (24), il secondo anche le due di Roma (19 e 20). Dal sito ufficiale del cantante si accede soltanto alla prevendita Ticketone di Taormina, mentre la data di Trani è tuttora assente. Le prevendite “fisiche” in città sono i bar “Sette nani” e “dello Studente”, in questi giorni chiuso per ferie.


Ma ormai il concerto è stato presentato per la seconda volta, del cantante si è parlato per la terza e, in Regione, presto, arriverà anche la quarta conferenza stampa, tanto per gradire. «Sì, abbiamo fatto tre conferenze stampa, ma la terza è stata è quella buona – ha detto Tarantini -. È grazie a Nando Sepe e Gino Russo che abbiamo superato l’empasse iniziale. La precedente rinuncia non è stata tattica, perché la nostra disponibilità al concerto vi è sempre stata, ma adesso sono cambiate le condizioni, ritornate decisamente favorevoli.  E quest’evento diventa la ciliegina sulla torta dell’Estate tranese. Il cambio della location? Non è un passo indietro, perché al Monastero avremmo ospitato un maggior numero di spettatori e quindi il biglietto adesso costa meno. Ma è una scelta per nulla legata alle polemiche religiose, anche perché, da cattolico, dico che la grande di Dio è anche in quella dell’arte. Anzi, ringrazio il vescovo per non avere preso posizione sulla materia».


Semaforo verde anche e soprattutto dopo il passaggio dell’intero progetto ai raggi x del dirigente del settore, Maria Dettori: «È stato un lavoro meticoloso e difficile, giocato sui soldi e sul risparmio che la pubblica amministrazione deve sempre perseguire. Così prolungheremo decisamente l’estate di Trani. La “Sepe” si è comportata con noi molto seriamente, quindi siamo certi che il 22 settembre non avremo delusioni. Adesso ci concentreremo sull’organizzazione e sulla comunicazione dell’evento, perché puntiamo sul concerto per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’abbattimento delle differenze e sulla multiculturalità.


Non soltanto Elton John nell’accordo fra Comune di Trani e la “Sepe”. A Trani si sono già esibiti Fabrizio Moro e Luca Jurman, prima del concerto Danilo Rea ed altri jazzisti. “Elton John – annuncia Sepe - inizierà tassativamente alle 21.15 e canterà oltre due ore ripercorrendo con Ray Cooper i grandi successi della sua luminosa carriera”.


Torniamo al contributo pubblico per il concerto. Quando si presentò l’Estate tranese, il sindaco affermò che con i 30mila euro risparmiati per Elton John si sarebbe fatto il Natale tranese. Se la brava dottoressa Dettori non avrà soldi in capitolo, fra meno di tre mesi rischiamo un Natale di luci fioche dopo un’Estate tranese diventata, ora sì, esageratamente costosa: 540mila euro per un “troppo” che aveva un senso fino a quando doveva “coprire” il mancato concerto di “Rocket man”, e che adesso diventa un “troppo” veramente inutile perché Elton John arriva lo stesso. «Ma le spese totali sarebbero state pressoché le stesse – precisa la dottoressa Dettori -. Gli indirizzi politici erano quelli dall’inizio e li abbiamo assecondati. Il Natale tranese? Gli eventi ci saranno lo stesso, i soldi li troveremo. E avrà, come sempre, un tono ed un percorso diversi rispetto all’Estate tranese».


Nel frattempo si è venuti a conoscenza di una delibera di giunta da 130mila euro, sempre mirata al finanziamento dell’Estate tranese e prelevando somme da altri capitoli di spesa. «Sì – conferma il dirigente -, è stata adottata prendendo soldi da altri settori, ma non rappresenta un accrescimento della spesa. Il costo complessivo resta di circa 500mila euro, credo anche meno, e forse sarebbe il caso di verificare i risultati economici a fine estate, che io ritengo saranno positivi».


Davvero ci auguriamo abbia ragione lei. Sicuramente in Italia ci sarà gente disposta a spendere per venire a Trani, riempire la piazza e fare del concerto un evento di successo. Ma il modo in cui si arriva a questo concerto è il meno entusiasmante: troppe incertezze, troppe contraddizioni, i costi tutt’altro che bassi. Spentisi i riflettori, forse se ne avrà una sensazione più chiara.


 

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