Una grossa quantità di ricci di mare è stata abbandonata ieri pomeriggio davanti all'ingresso di Palazzo di città. Il quantitativo, almeno dici chilogrammi di merce, è stato parzialmente rovesciato al suolo, per il resto adagiato in vassoi. Insieme con i prodotti ittici, anche bottiglie di birra e lattine di bevande. Ricci sono stati accuratamente sistemati anche sui davanzali prossimi all'ingresso della casa comunale, rendendone veramente insolito l'aspetto.
Si tratta, chiaramente, di una plateale azione di protesta da parte di operatori ittici contro i quali, anche ieri, le forze dell'ordine hanno esercitato rigorosi controlli nell'ambito dell'inasprimento dell'azione di repressione della vendita abusiva di prodotti ittici disposta sia dalla Procura della Repubblica, sia dall'Amministrazione comunale. Proprio nei giorni scorsi, com'è noto, il procuratore in persona, Nicola Barbera, in seguito ad una riunione operativa con le Forze dell'ordine finalizzata a contrastare il fenomeno, aveva rimarcato che esistono casi, sia pur limitati, di vendita di prodotti ittici (ivi compresi ricci di mare) in zone diverse da piazza Longobardi. "Ciò posto - aveva fatto notare Barbera - ed in considerazione del fatto che il Comandante del locale comando di polizia municipale ha assicurato la disponibilità, a decorrere dal 29 agosto, di una pattuglia di supporto per l'espletamento delle incombenze amministrative relative agli eventuali sequestri di prodotti ittici e di mezzi adoperati per farne commercio, si è stabilito che tutti gli organi competenti operino con proprie pattuglie, a rotazione, per l'accertamento di violazioni che dovranno essere comunicate con immediatezza al comando di polizia municipale di Trani per il completamento da parte di questo ufficio della consequenziale procedura di sequestro".
Ed il giro di vite, come detto, è già partito, anche se adesso bisogna tenere conto anche della reazione inattesa di chi da quest'azione è stato colpito. ? anche vero, peraltro, che il fenomeno non è isolato, giacchè lo scorso 2 dicembre, con le stesse modalità, una grossa quantità di pesce era stata scaricata nello stesso luogo. In quel caso la protesta si legava alla volontà dell'amministrazione di trasferire i pescivendoli dalla banchina del porto in piazza Longobardi, un disegno che poi s'è effettivamente compiuto, tra le polemiche, lo scorso 19 luglio.