Ecco il testo definitivo del documento approvato da tutte le forze politiche nella conferenza dei capigruppo propedeutica al consiglio comunale di domani, nel quale lo stesso documento sarà discusso.PROPOSTA DI DELIBERAIl Consiglio Comunale nel ribadire il parere negativo nei confronti del Piano di Riordino Ospedaliero nel consiglio comunale del 14.08.2002Premesso· che con provvedimento del 30.09.2002 n.1429 la Regione Puglia ha deliberato il Piano di Riordino Ospedaliero individuando nell'ARES l'agenzia deputata alle valutazioni tecniche finalizzate alla attuazione del Piano. · che la relazione dell'ARES veniva in più punti discussa dal Consiglio Comunale di Trani che con delibera del 22.08.2002 chiedeva alla Giunta Regionale il riesame del Piano di Riordino Ospedaliero con accoglimento della proposta di modifica allegata al deliberato consiliare. · che il Sindaco di Trani nella Conferenza dei Sindaci indetta il 24.07.2003 sottolineava l'ulteriore depauperamento, tra gli altri, dell'ospedale di Trani il quale sarebbe sceso sotto ogni livello sì da comprometterne la stessa esistenza. · che con delibera n. 845 dell'8.8.2003 il Direttore Generale della AUSL BA/2 ha avviato la prima fase di attuazione del Piano di Riordino Ospedaliero ignorando quanto richiamato nella conferenza dei sindaci del 24.07.2003 e quanto rimarcato nella conferenza dei sindaci del 30.07.2003 dal Sindaco di Trani.Rilevato· la delibera n. 845 viola palesemente i principi di economicità, di efficienza e di equità posti a base del piano di riordino. · in particolare la Direzione Generale nella delibera richiamata adotta per le aperture e le chiusure dei reparti di Molfetta e Bisceglie il criterio della contestualità, mentre ciò non avviene per il Presidio Ospedaliero di Trani. Peraltro vengono previsti due UTIC e due Reparti di Cardiologia nel Presidio Ospedaliero Molfetta-Bisceglie (di cui quello di Molfetta neppure previsto nel Piano di riordino regionale), laddove nel presidio ospedaliero di Trani gli stessi criteri sono applicati solo per determinare la chiusura dei reparti di Urologia e Ostetricia. Infine il Direttore Generale, diversamente da quanto ipotizzato, omette di indicare, nelle due fasi attuative del deliberato, Trani quale Distretto Poliambulatoriale, nella logica di una sanità a favore della prevenzione, diagnosi e intervento precoce.· OSTETRICIA: la prima fase del piano prevede un aumento di n. 8 posti letto (per un totale di 28) per Bisceglie, la creazione di un reparto per Molfetta (n. 4 posti letto che, si sottolinea, trattasi di posti letto day surgery) ed un aumento di n. 14 posti letto (per un totale di 36 posti letto) per Barletta, con il contestuale azzeramento del reparto a Trani con n. 0 posti letto. La frammentazione in 3 su 4 presidi determina da un lato un’ingiustificata duplicazione dei reparti e dall'altro una onerosissima spesa per la creazione del reparto di Molfetta e la contestuale chiusura di un reparto già esistente ed efficiente in Trani (dall'1/01/03 al 30/08/03 annovera un trend positivo di ricoveri e nascite). Peraltro i previsti reparti di Bisceglie e Molfetta disterebbero solo una decina di chilometri fra loro rendendo così del tutto ingiustificata l'esigenza di impiantare due reparti omologhi.· UTIC-RIANIMAZIONE: le richiamate considerazioni valgono per l'UTIC creato ex novo a Molfetta e Bisceglie, potenziato a Barletta e non previsto a Trani, unico Presidio dotato del centro di rianimazione che dall'1.1.03 al 30.8.03 annovera 232 ricoveri esterni e 54 ricoveri interni con giornate di degenza pari a n. 2060, di cui numerosi con problemi cardiaci. La presenza di un Centro di Terapia Intensiva come quello di Trani, posto ad una distanza media fra i vari presidi che si estendono in un territorio di circa 30 km, garantisce il miglior funzionamento delle UTIC di Bisceglie e Molfetta ed una più efficiente assistenza che non può essere garantita con il solo centro di terapia intensiva di Barletta, posto a confine della intera Azienda AUSL BA/2. Non va peraltro sottaciuto che il Centro di Rianimazione di Trani è stato recentemente ristrutturato con una spesa complessiva di circa un milione di euro.· PECULIARITA' TERRITORIALI: la città di Trani è dotata di due penitenziari (maschile e femminile) con una capienza ufficiale di accoglimento detenuti pari a n. 380 unità in regime ordinario, con punte di circa 700 unità ed è anche l'unico centro del nord barese dotato di strutture penitenziarie con uno stabilimento ospedaliero provvisto di un'area riservata al ricovero detenuti. La relazione dell'agenzia ARES al Piano di Riordino Ospedaliero, alla pagina 8, fa preciso riferimento da un lato a realtà territoriali sperequate numericamente rispetto alla popolazione residente ed indicando, innanzitutto, la città di Trani fra queste, dall’altro che le città dotate di popolazione carceraria devono essere fornite di posti letto per le urgenze.CHIEDEl'immediata revoca del provvedimento n.845 dell' 8.8.03 emesso dal D.G. della AUSL BA/2 diffidando il medesimo Direttore Generale dall'esprimere valutazioni non riscontrabili sul piano logico, tecnico e contabile, poiché le stesse possono condizionare gli Organi sovraordinati nelle assunzioni delle loro decisioni. CHIEDEla contestuale convocazione della Conferenza dei Sindaci affinché siano riportati i su richiamati rilievi.DELEGAil Sig. Sindaco ad attivare qualsiasi iniziativa, anche di carattere giudiziario, atta a tutelare il Comune di Trani in tutte le sedi, avvalendosi anche della Commissione di Studio istituita ai sensi dell’art. 20 del Regolamento del Consiglio Comunale, riferendone al Consiglio Comunale in ogni seduta utile.CHIEDEche del presente atto sia data comunicazione alle seguenti autorità:Ministero della SanitàPresidente Regione PugliaGiunta RegionaleConsiglio RegionaleDirettore ARESPrefettura BariDirettore Generale AUSL BA/2Procura Corte dei ContiTrani, 05.09.2003