Elton John? No, thanks

Sabato 17 Luglio 2010

Andiamo in stampa a metà luglio ed ancora non è stata presentata l’Estate tranese. Qualcuno ci ricamerà sopra ed invece per noi non è questo il punto.


La ritardata presentazione del cartellone presenta solo due problemi importanti. Il primo è che penalizza le attività già svolte prima della divulgazione del programma, che a differenza delle successive non godranno della stessa cassa di risonanza. Il secondo è che lascia supporre, almeno su alcuni aspetti del programma, che siano in corso una serie di riflessioni che, inevitabilmente, portano a ritardi sulle decisioni.


Come già illustrato in altro articolo, la possibilità di presentare progetti fino al 10 giugno ha messo in moto un meccanismo di verifiche, da parte della preposta commissione giudicatrice, che ineluttabilmente ha rallentato i tempi. Ma nello stesso articolo si faceva riferimento a quella che sarebbe la vera super attrazione dell’estate, vale a dire il concerto di Elton John.


Partiamo da una premessa. Siamo assaliti da telefonate in radio e domande per la strada di gente che vuole conoscere se il concerto si faccia o meno. Molti di questi condiscono le nostre risposte, evidentemente evasive, con ogni tipo di commento.


I fatti sono che l’evento è stato presentato al Comune, ma ufficialmente ancora non c’è: sul sito del cantante ancora oggi non esiste una tappa del tournée a Trani. Nel programma sono spuntate due date, il 23 agosto a Catanzaro ed il 24 agosto a Taormina, e la prima è proprio quella che si è annunciata per Trani. E fino qui siamo alle notizie ufficiali.


Poi c’è l’ufficioso, e qui entra in scena l’aspetto più preoccupante della vicenda, perché si ha notizia di costi che, giorno dopo giorno, aumenterebbero sempre più. L’impegno di spesa del Comune di Trani, per il concerto di Elton John, è stato dichiarato di 30mila euro. Una somma già importante ma che, oggettivamente, per la performance di un artista di quel calibro ci può anche stare.


Invece, a quanto è dato conoscere, gli oneri starebbero aumentando di giorno in giorno e le spese, che in partenza si sarebbero dovute ripartire anche con la Provincia, adesso starebbero ricadendo per la maggior parte sulle casse comunali. Si parla di un importo quasi raddoppiato, per un concerto che sarà in ogni caso a pagamento e con biglietti tutt’altro che economici. Di conseguenza, sarà un concerto d’elite, dal quale il ceto medio rischia già automaticamente di restare emarginato.


L’evento è stato presentato come unico al sud, ma le tappe di Taormina e Catanzaro già smentiscono tale affermazione, e solo questa circostanza ridimensiona la portata dell’evento, che vede ridurre del 66 per cento le chance di portare a Trani gente da mezza Italia.


E allora, il gioco vale la candela? Anche in questo caso potremmo innescare ragionamenti di tipo demagogico, ma questi li fanno tutti: «Con la crisi che c’è, perché buttare soldi per un concerto e non darli invece ai disoccupati?».


Cerchiamo, invece, di essere obiettivi: per un Elton John a 30mila euro chiunque firmerebbe, ma svenarsi per Elton John non va bene, non si fa. Siamo certi che Pinuccio Tarantini queste riflessioni le avrà fatte. E magari si sarà chiesto perché la neo collega di Margherita, Gabriella Carlucci, sta portando mezzo mondo nella sua città (occhio ai futuri bilanci della città del sale), ma poi “scarica” su di noi la patata bollente del cantante inglese.


E allora, caro Pinuccio, ti chiediamo un atto di grande responsabilità: così come hai avuto il coraggio politico e morale di dimetterti nel 2006, ed i cittadini ti hanno premiato rieleggendoti con un consenso ancora maggiore, adesso abbi lo stesso coraggio per tornare indietro sui tuoi passi e dichiarar pubblicamente che Trani preferisce non fare più questo concerto.


Puoi starne certo, la gente capirà e ti applaudirà. Non preoccuparti di eventuali “brutte figure”: ammettere di avere sbagliato o di essere stato consigliato male è meglio che intestardirsi su qualcosa in cui tu stesso per primo forse non credi più.


E lascia perdere i tira e molla degli impresari, che magari ti staranno proponendo un “pacchetto” con altri eventi per illuderti che questo convenga ancora: loro fanno il loro mestiere, ma non sono di Trani: incassano e vanno via. Sicuramente avrai la capacità di valutare ogni cosa e prendere la decisione più saggia.


Nel tuo mandato di sindaco ti abbiamo criticato su molte cose, ma elogiato su altre. Tra queste, il rilancio della città attraverso la valorizzazione del centro storico con la creazione di piazze e sempre più aree pedonali è il massimo. Lo sai e lo abbiamo sempre scritto.


Oggi sì che è Trani lo spettacolo, ed investire in questo spettacolo è sacrosanto, perché dura 365 giorni l’anno. Il concerto, invece, è storia di una notte: una bella magia che svanisce, si porta con sé i soldi servirti per mostrarla al pubblico, e lascia sul campo pochi ricordi e tanti problemi.


Allora, lascia perdere lo show di Sir Reginald: abbiamo i dischi, i video, se ci piace andremo a vedercelo a Catanzaro o Taormina. Tu, caro Pinuccio, pensa a Trani e regalaci questa bella “contro-notizia”: «Signori, ci eravamo sbagliati. Questo concerto, per il bene della città, non s’ha da fare».


Nico Aurora

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